giovedì, 19 aprile 2007

Chiavi

Per quanto si riesca a essere scrupolosi e attenti, è praticamente impossibile evitare che le chiavi in disuso si accumulino. Intasano i portachiavi, si depositano negli angoli dei cassetti, restano in permanenza nella coppa di vetro o nel portacenere inutilizzato, a occhieggiare ogni volta che si passa vicino, a proporre l'interrogativo che impedisce di eliminarle con disinvoltura. Buttare via una chiave dà sempre una qualche inquietudine. Non la si usa da mesi, da anni forse, eppure si è incredibilmente sicuri che, non appena ce ne saremo disfatti, ci troveremo di fronte alla porta chiusa che la richiede. Benché riproducibili con relativa facilità, questi piccoli oggetti piatti hanno il singolare potere di apparire insostituibili, preziosi, unici. Perderli assomiglia molto, nel sentire, ad essere perduti.
Non più di un mese fa, dopo averle diligentemente provate tutte, in tutte le serrature possibili - casa, garage, ufficio, palestra, auto - avevo fatto giustizia di un consistente mucchietto di chiavi di ogni dimensione e tipo, dichiarandole definitivamente inutili. Eppure, oggi, aprendo il cassetto della scrivania, me ne è saltata agli occhi una; piccola, bronzata, giaceva incongruamente fra penne e fermagli. Mi sono chiesto subito, ovviamente, a quale porta o sportello appartenesse. Ci ho pensato fino a sera, a intermittenza, ogni volta che mi è capitato di aprire una serratura, ma senza risultato. Adesso che è notte, camminando al buio attraverso le stanze del mio grande appartamento, mi accorgo di una piccola porta che non mi sembra di avere mai notato, fra il bagno e il ripostiglio. E' chiusa a chiave, una comune serratura a cilindri. Cerco nella scrivania la chiavetta sopravvissuta al repulisti, torno alla porta nuova, evitando di farmi troppe domande. Come previsto, la chiave gira. Apro, circospetto, e capisco di colpo che la mia disattenzione nel fare ordine mi è stata fatale.

ArimaneBis, 11:42 | link | commenti (3)
Commenti
#1   19 Aprile 2007 - 14:40
 
ho tolto le chiavi alle porte di casa, che crescevano nel tempo, come le stanze, il rischio era fare salti nel vuoto.

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#2   19 Aprile 2007 - 15:36
 
Quel corridoio lo conosco.
E' quello del Deposito .

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#3   20 Aprile 2007 - 10:43
 
ehycomestai?
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